Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole

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Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #0 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #1 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #2 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #3 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #4 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #5 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #6 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #7 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #8 Analisi comparativa dei siti web delle aziende vitivinicole  #9

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CAPITOLO 1 – ANALISI DELLA LETTERATURA“Un'arte antica. Una tradizione che affonda le proprie radici nell'antico Egitto ed è arrivata a noi attraverso secoli di tentativi, sperimentazioni, fallimenti e miglioramenti di ogni genere e tipo. La viticoltura è tra le forme di agricoltura più antiche mai praticate dall'uomo: nata nella mezzaluna fertile tra Tigri e Eufrate (nell'antica Mesopotamia), può vantare una storia ultra millenaria. Ciò non vuol dire, naturalmente, che non è capace di innovarsi e restare al passo con i tempi: il web è diventato un'immensa vetrina dove le cantine e produttori mettono in mostra le loro migliori bottiglie e gli appassionati di vino si scambiano informazioni, opinioni e consigli su cosa bere, quando bere e come bere.”Illustrazione Festa di Bacco, ad Atene1.1 Il concetto di web 2.0 Il 2 aprile 2005 l’Economist pubblicò l’articolo “Crowned at last” assegnando il titolo di uomo dell’anno 2006 non ad una particolare personalità, ma al moderno consumatore virtuale. L’articolo descrive come il fenomeno comunemente definito Web 2.0 influisca sul modo in cui le persone comunicano, decidono, socializzano, apprendono, trattengono, interagiscono tra loro e persino su come fanno acquisti. Il Web, secondo DiNucci (1999) è diventato un riferimento culturale quasi iconico - onnipresente e familiare. Non esiste ancora una definizione generalmente accettata del termine “Web 2.0”. Giovanna Cosenza (2004) afferma che l’espressione “Web 2.0” è comunemente associata a Tim O’Really, fondatore di O’Reilly Media, una nota casa editrice statunitense che pubblica libri e organizza conferenze sulle tecnologie informatiche e reti. Tim O’Really la introdusse nel titolo della “O’Reilly Media Web 2.0 Conference”, che organizzò a San Francisco dal 5 al 7 Ottobre 2004; il numero 2.0, aggiunto come se fosse il secondo aggiornamento di un software, voleva marcare la “nuova onda” del Web, non più centrata sul browser, ma basata su un insieme più ampio di applicazioni software, che “rende possibile una nuova generazione di servizi e opportunità di business”. Wikipedia, la più famosa enciclopedia on-line, definisce così il Web 2.0: “A Web 2.0 website may allow users to interact and collaborate with each other in a social media dialogue as creators of user-generated content in a virtual community, in contrast to the first generation of Web 1.0-era websites where people were limited to the passive viewing of content. Examples of Web 2.0 include social networking sites and social media sites (e.g., Facebook), blogs, wikis, folksonomies ("tagging" keywords on websites and links), video sharing sites (e.g., YouTube), hosted services, Web applications ("apps"), collaborative consumption platforms, and mashup applications.” Constantinides e Fountain (2007) propongono la seguente definizione di Web 2.0: “Web 2.0 is a collection of open source, interactive and user-controlled online applications expanding the experiences, knowledge and market power of the users as participants in business and social processes. Web 2.0 applications support the creation of informal users’ networks facilitating the flow of ideas and knowledge by allowing the efficient generation, dissemination, sharing and editing/refining of content.” I concetti chiave della definizione di Web 2.0 sono quindi: interazione, collaborazione, dialogo, social media, contenuti prodotti dagli utenti (user-generated contents), comunità virtuali. Per l’analisi condotta sulle aziende vitivinicole, proporremo due categorie principali di espressioni del Web 2.0 e, più precisamente i blog e i social media: Blog: è un diario online: il termine viene da web-log, diario sul web. La struttura tipica vede l’organizzazione dei contenuti non in pagine, ma in articoli (post), organizzati in modo cronologico (il più recente in testa) e suddivisi in categorie. Può essere gestito da uno o più blogger e, di solito, non ha una periodicità fissa, ma dipende appunto da ciascun autore. I post possono contenere testo, foto, video. La particolarità di questo strumento sta nella sua facilità di aggiornamento e impostazione. Piattaforme come Blogspot o WordPress permettono di creare un blog in pochi minuti e di iniziare a condividere con il resto della blogsfera i propri racconti. Per aprire e curare un blog, infatti, non è necessario conoscere linguaggi di programmazione, ma è più simile a riempire un modulo o mandare un’email. Per questo i blog si sono diffusi così tanto: per l’immediatezza che garantivano già prima dell’avvento dei social media. Si può creare il blog all’interno di una piattaforma - registrando uno spazio gratuito - come nel caso di Blogspot, WordPress o della piattaforma dedicata all’enogastronomia Vinix.Figura 1: La homepage di Enoagricola http://www.enoagricola.org/ Social media (o social network sites): Si tratta di siti internet o tecnologie che consentono agli utenti di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro. Generalmente i social networks prevedono una registrazione mediante la creazione di un profilo personale protetto da password e la possibilità di effettuare ricerche nel database della struttura informatica per localizzare altri utenti ed organizzarli in gruppi e liste di contatti. Le informazioni condivise variano da servizio a servizio e possono includere dati personali, sensibili (credo religioso, opinioni politiche, inclinazioni sessuali ecc.) e professionali. Sui social networks gli utenti non sono solo fruitori, ma anche creatori di contenuti. La rete sociale diventa un iperteso interattivo tramite cui diffondere pensieri, idee, link e contenuti multimediali. I social network più usati dalle aziende sono Facebook e Twitter. Facebook: è un social network al quale le persone s’iscrivono per restare in contatto. È stato fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg e alcuni suoi compagni di corso di Harvard. Il nome deriva dalla parola “yearbook”, l’annuario che viene citato spesso nei film e nelle serie televisive americane, in cui gli studenti dello stesso anno mettono la loro foto lasciando una dedica. Il social network, nato inizialmente come esclusiva degli studenti di Harvard proprio con questo obiettivo, si è presto esteso ad altre università e poi a tutto il mondo. A giugno 2017, Facebook aveva oltre due miliardi di utenti registrati in tutto il mondo. Le aziende che vogliono promuovere la loro azienda su Facebook usano uno strumento molto preciso: la pagina. Con la pagina di Facebook si possono sfruttare strumenti gratuiti offerti per le aziende, come: numero illimitato di “mi piace”, valutazione dell’attività, check-in; la pagina inoltre può essere gestita da più amministratori e comprende statistiche e applicazioni per le aziende - per esempio, integrando ilproprio canale Youtube.Figura 2: La pagina Facebook dell’azienda Cincinnato https://www.facebook.com/vinicincinnato/ Twitter: è un social network, ma viene spesso definito come una piattaforma di micro-blogging. La particolarità di Twitter, rispetto ad altri strumenti simili, sta nel fatto che i tweet - gli status, per così dire - pubblicati sulla piattaforma possono contenere al massimo 140 caratteri. Grazie alla sua immediatezza e al fatto che i tweet pubblicati sono visibili in tutto il mondo, diventa una fonte di informazione particolarmente utile e veloce nel caso di grandi eventi di cronaca e politica. Come si è visto per la “primavera araba”, questo diventa quindi un modo di comunicare con tutto il mondo e arrivare più velocemente e più lontano della stampa ufficiale. I concetti chiave di Twitter sono: Tweet: è il messaggio di 140 caratteri che viene pubblicato sul social network. Il tweet può includere anche foto, video e link esterni. RT (retweet): è un modo per condividere e rilanciare ai nostri contatti un tweet interessante. Timeline: è il flusso di tweet e retweet che appaiono sulla homepage di Twitter sulla base degli utenti che seguiamo. # (hashtag): è una parola chiave che iden

 

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Bachelor Thesis


Languages

Italian (italiano).


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Country

Italy.


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